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Pragmi [ Un blog senza definizione ]
 


Preferisco perdere dei lettori, piuttosto che ingannarli

Georges Bernanos














Radici Resistenti - 25 aprile 250 blogger




















7 novembre 2008


Primati


Il primo presidente di colore degli Stati Uniti d'America.






Il primo presidente che ha fatto una gaffe con il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America.

Eh, so' soddisfazioni.



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31 ottobre 2008


Venerabile Italia

Dunque, Licio Gelli condurrà una trasmissione televisiva.

È che da noi, dai, una trasmissione in tv non si nega anessuno.

Dopo i consigli di Cossiga su come gestire le piazze inrivolta, torna il Gran Maestro.

In attesa della recensione di Aldo Grasso, non ci resta che piangere.



21 ottobre 2008


W l'Italia

Io non sono razzista, però... (da Repubblica.it)



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27 giugno 2008


Compagni che sbagliano

È andata male.

E non ricomincia bene.

Secondo me



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23 giugno 2008


Ritorno a casa

Il calcio è il nostro sport nazionale. Forse qualcosa di più. Una sorta di malattia incurabile. Così, siamo diventati una nazione di commissari tecnici, allenatori ed esperti. Naturalmente, senza esserlo. Al massimo ci spinge la passione del tifo e quindi restiamo sempre accecati e poco lucidi nel giudicare una partita o un calciatore. Io non faccio eccezione.

Perciò, dico che questa nazionale ha giocato male, non è stata all’altezza della situazione quindi è giusto che esca. Non mi si venga a dire, però, che la Spagna è questo mostro di squadra!

Come sempre ad alimentare lo spauracchio sono i nostri inaffidabili giornalisti sportivi. Tutti dovrebbero temere i campioni del mondoe invece accade che se gioca Iniesta dobbiamo tremare dalla paura.

Infine, due cose. Diciamolo una buona volta: le vittorie delle nostre nazionali quasi sempre sono imprese impossibili e quindi difficilmente ripetibili (chi crede che battiamo il Brasile del 1982 per due volte di seguito?). La seconda, è che non abbiamo mai espresso un buono gioco. L’unica volta che è successo negli ultimi 30 anni (o quaranta) è stato nel 1990.

E abbiamo perso.

PS

Certo, se poi si evitano queste brutte figure è pure meglio.



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10 giugno 2008


Povera patria

Nel calcio (come negli altri sport) per vincere c’è bisogno di molte cose: concentrazione, forma fisica, applicazione degli schemi, furore agonistico, lotta e naturalmente fortuna. Ecco, ieri sera la nostra Nazionale non ha messo in campo nessuna di queste cose. Ci sta che abbiamo perso.

Ora, certo, da buoni italiani legati alla moviola, tutti a dire che la prima rete del centrattacco olandeseera irregolare. Ma se analizziamo bene le cose, la sconfitta è meritata.

Mi permetto la mia personale pagella agli azzurri.

Buffon: non era al meglio, diciamolo. La palla del primo goal poteva bloccarla o metterla in angolo. E invece. Impegnato una sola volta da Van Nistelrooy, ha parato sì ma, appunto, con molta fortuna.

Panucci: mah…

Barzagli: gioca nel Palermo, dai. A questo punto, Donadoni poteva anche far giocare lui.

Materazzi: è l’unico calciatore che la squadra campione d’Italia ha dato alla nazionale italiana (gli altri sono tutti stranieri). Vogliamo dirlo che non è il massimo? Lo dice sempre lui (e concordo).

Zambrotta: vabbè, l’ha preso il Milan, ma non è più quello di una volta.

Gattuso – Pirlo – Ambrosini: quasi un solo uomo, ma giocano bene (quando giocano bene) solo nel Milan perché poi al posto di Di Natale e Camoranesi, ci sono Kakà e Sedoorf…

Camoranesi: dai, è argentino. Una volta, al suo posto, giocava Donadoni…

Toni: il motivo per il quale ha fatto 40 goal in Germania è perché in Germania c’è il campionato più sbrindellato d’Europa, via…

Di Natale: ma gioca nell’Udinese, giusto? Ecco...

Subentrati

Grosso: va bene ha fatto discrete cose, ma il Lione lo scudetto lo vince da cinque o sei anni in Francia con o senza Grosso

Del Piero: si è mosso bene, è voglioso. Magari dall’inizio, era meglio, no?

Cassano: pure lui discreto ma perché non metterlo dall’inizio? Non dovrebbero gli altri avere paura di noi e non viceversa? Non si gioca per vincere? E allora perché non mettere quelli che, almeno sulla carta, dovrebbero essere i migliori?

Donandoni: è sempre stato un mio mito, ma come selezionatore della Nazionale non saprei giudicarlo (vabbè, ieri ha sbagliato tutto o quasi). Certo, non che l’Italia di Lippi (subito invocato da quel grande giornale che è Tuttosport) giocò ’ste gran partite.

Morale: se proprio dobbiamo uscire dall’Europeo speriamo che avvenga subito. Ci leviamo di torno le due settimane canoniche di pianti, accuse agli arbitri e a Platini, processi al mister e alla vecchia guardia, e ci tuffiamo nel calciomercato. E andiamo in vacanza tranquilli.



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9 giugno 2008


Paese che vai...

Davanti a una cosa del genere, in altri Paesi farebbero fuoco e fiamme, e i responsabili sarebbero cacciati a pedate. E i giornali pubblicherebbero articoli, inchieste, interviste. Dettagliate e informatissime. E Polari e gli altri finirebbero in prigione, oppure in pensione a fare la calza.

In un altro Paese, appunto.



29 febbraio 2008


La giusta domanda

In attesa di quello che succede il 15 marzo a Crotone (vediamo che ne esce fuori), solo in questo pezzo di Pierluigi Sullo sul Manifesto si pone la domanda giusta: a chi frega della Calabria?

Perché mi pare che se il problema c’è (e c’è ed è pure bello grosso) la risposta non può venire solo dai calabresi (che la loro parte, ovvio, debbono farla e farla bene), ma coinvolgre l’intero Paese. Perché la Calabria è (ancora) una regione italiana. Fino a prova contraria.


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